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CAPITOLO 1

Aggiornamento: 30 apr 2021

DATA,15-16/08/2264



Sebbene per gli umani oggi sia Ferragosto, qui sull'Enterprise si lavora come sempre. Tra l'altro è stata una giornata anche un po' troppo frenetica.


Stiamo cartografando un nuovo settore poco o per nulla esplorato: è un lavoro abbastanza noioso per gli umani e di conseguenza è stato affibbiato, per la maggior parte, agli unici due vulcaniani presenti su questa astronave. Il Capitano Kirk, l’ho notato già un paio di volte, che ha tentato con disinvoltura di nascondere dei sbadigli di noia, ovviamente, dovendo lavorare a stretto contatto con Spock, ho evitato con cura di manifestare qualsiasi indice di tale emozione. A che servirebbe visto che a lui il lavoro piace, tanto da farsi sfuggire di tanto in tanto un "interessante" o un "affascinante"?


Terminato il carteggio del settore, abbiamo scoperto un pianeta abitabile di classe M e questa mattina, appena prima dell'alba, siamo scesi ad esplorarlo. Dai sensori non pareva, che questo pianeta avesse forme di vita evolute, dal punto di vista industriale, quindi siamo sbarcati, consapevoli del vincolo di non interferenza, imposto dalla Prima Direttiva. I componenti della squadra esplorativa erano: Kirk, Spock, McCoy, io e due guardie della sicurezza il tenente Brown e la guardiamarina Ghiotto. Con i tricorder abbiamo iniziato ad esplorare la zona: terreno, atmosfera, acqua, piante, animali. Tutto pareva normale per un pianeta con un'atmosfera molto simile alla Terra sia per composizione chimica dell'aria, sia per forza di gravità.


Verso, le sette punto zero zero abbiamo trovato un insediamento rurale, i tricorder rivelavano che vi erano forme di vita di tipo umanoide. Con circospezione ci siamo avvicinati e all'improvviso un gruppo di nativi ci ha attaccato con lance e pugnali, seppur rudimentali e primitivi. L'attacco si è svolto così rapidamente, che i phaser sono rimasti attaccati alle cinture.


Ci hanno tramortiti e privi di sensi, ci hanno legati e trasportati davanti al loro capo tribù. Successivamente, con una sostanza simile all’incenso, ci hanno fatto rinvenire. Kirk ha provato, utilizzando il traduttore universale, a comunicare con loro. Con nostra sorpresa, abbiamo scoperto essere dei Klingon i quali molti anni prima, erano stati scacciati dall’impero e lasciati vagare nello spazio: dei reietti! Fu quella la prima cosa che pensammo, ma ci dovremmo ricredere quando un fascio di luce apparve rivelando un manipolo di Klingon ben armati. Ci voltammo verso i Klingon che ci avevano portato in quel luogo ed un pensiero si dipinse sui nostri volti: reietti o prigionieri? Che cos’era esattamente quel pianeta?


Domande secondarie, dato che ci trovavamo a combattere su quel pianeta alieno, senza la possibilità di usare i phaser e i minicomm per metterci in contatto con la nave. Mentre, eravamo privi di sensi, ci avevano ripuliti ed ora ci trovavamo a doverci difendere con i soli mezzi delle mani e della nostra intelligenza.


 

Corremmo verso un’altura di rocce brulle, arse dal sole, ci arrocchiamo in un'insenatura fra le rocce, a Spock viene l'idea di costruire degli archi, frecce e lance rudimentali, ma i Klingon che si erano teletrasportati sul pianeta erano ben armati: una lotta impari. Sebbene in minoranza e armati primitivamente, riuscimmo in qualche modo a fronteggiare i primi attacchi, grazie alle numerose rocce, i phaser dei nemici erano poco utili.


Ben presto infatti, rinunciarono al loro utilizzo e passarono al corpo a corpo, per loro un combattimento più onorevole. La cosa "buffa", se così la si può definire, fu che pur di voler affrontare il Capitano e magari ucciderlo, combattevano anche fra di loro, invece di fare squadra. Io avevo avuto l'ordine di difendere Bones, poiché il più debole in uno scontro diretto e ciò che non vidi, fu l'urlo di Kirk ed il successivo doloroso lampo energetico nel canale mentale, che mi diedero la notizia che qualcosa di molto grave doveva essere accaduto a Spock.


Senza più curarmi della battaglia, degli ordini di Kirk e del dolore pulsante e bruciante sulle tempie, causato dalla lesione al legame mentale, colpii con una grossa pietra la testa di un Klingon, che mi intralciava il cammino verso il luogo in cui sentivo che Spock giaceva dolorante.


Con orrore osservai il luogo da cui Spock era precipitato, raggiungendo il bordo dell’orario, vidi dei Klingon attorno a lui e senza curarmi delle conseguenze saltai nel vuoto. Venti metri di caduta libera e poi l'impatto violento contro i nemici, sentii un dolore lancinante alle costole, probabilmente immaginai, dovevo essermene rotte un paio, ma non ci detti importanza, finché non tramortii i Klingon e mi impadronii dei loro phaser, poi feci fuoco. Un bagliore li avvolse e sparirono: li avevo disintegrati. Di loro rimasero solamente delle piccole zolle di terra.


McCoy calandosi con attenzione dalla parete verticale e aiutandosi utilizzando delle rocce sporgenti come appigli, ci raggiunse ed iniziammo a prenderci cura di Spock. Purtroppo io potei fare ben poco, il dolore alla testa ed alle costole, mi dava appena il fiato per respirare. Poi, arrivò Kirk da solo, dov’era o gli uomini della sicurezza mi chiesi, ma non feci a tempo a darmi una risposta, che Scotty individuatici, ci teletrasportò sull'Enterprise.


Venimmo trasportati in infermeria, dove le condizioni di Spock parvero subito gravi. McCoy rilevò danni alla colonna vertebrale. Ora è nel lettino medico accanto al mio, sospeso e sostenuto in aria dal meccanismo di antigravità. Ha gli occhi chiusi, con i valori vitali al minimo e non so se sia perché si trova in stato di incoscienza o in stato di trance curativa. Per quanto riguarda me, invece, ho tre costole rotte, sono distesa e guardo il soffitto. Non sento dolore, i farmaci di McCoy stanno facendo effetto, ho però bisogno di riposare e di aiutare il mio corpo a guarire.


 

DATA,17/08/2264



Dopo 21 ore e 27 minuti ho ripreso conoscenza. Devo ringraziare la dott.ssa Chapel che è stata presente al mio risveglio e che con dei colpi decisi sul mio volto, mi ha svegliato del tutto. La trance curativa ha fatto i suoi effetti, rigenerando ossa e tessuti. Ora, è arrivato anche Bones e mi sta guardando sorridente e compiaciuto. Mio fratello è ancora nel lettino accanto a me, sempre sospeso a qualche mm da esso, non può fare peso sulla colonna vertebrale e non può muovere molto neanche la testa, ma sta leggendo qualcosa su di uno schermo. Vorrei alzarmi, ma il dottore mi ha fatto cenno che devo stare sdraiata, sinceramente mi sento bene, ma dato che anche Spock è qui, non mi dispiace rimanere in infermeria ancora un po'. Io e mio fratello non abbiamo molto tempo per stare in compagnia, quindi questa potrebbe rivelarsi una buona occasione.





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