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CAPITOLO 24

Aggiornamento: 30 apr 2021

DATA, 01/11/2264


Non so se il mio costume di ieri sera li abbia chiamati, fatto sta, che oggi abbiamo subito un attacco dei Klingon!


Quei dannati, per poco non ci mettevano veramente fuori combattimento!


Ma le capacità del Capitano, ci hanno anche in questa occasione salvato, sebbene la nave abbia subito qualche danno, ma per essi abbiamo il miglior ingegnere della Flotta Stellare, che come sempre, in tempi record, farà tornare l’Enterprise, come nuova!


Quando siamo stati attaccati, comunicando con Spock nella nostra maniera, sono riuscita a far sì che egli convincesse il Capitano a farmi salire sul ponte di comando e così ho potuto assistere di persona alla battaglia.


Ho solo fatto da spettatrice, però è sempre un’emozione notare come gli ufficiali di plancia, siano perfettamente coordinati, come ognuno sappia quale sia il suo compito. Senza che vi sia bisogno che il Capitano dia l’ordine e se viene dato, è fonte di orgoglio notare, come vi sia una scarica di energia positiva che passa da colui che ha anticipato l’ordine del Capitano, al resto dell’equipaggio.


È una scarica che non si vede, ma la si percepisce dagli sguardi d’intesa, da come ancora più diventi tangibile il senso di unità e di spirito di squadra. È un qualcosa che elettrizza, ma al contempo rilassa, che dà sicurezza e che rende tangibile il senso d’invicibilità.


Se stimo Spock e mi sento onorata di averlo come fratello, per Kirk nutro un vero e sincero rispetto, vorrei tanto avere la sua impavidità, il suo coraggio, il suo trovare nuove possibilità, anche quando sembrano non essercene.


Io mi chiedo perché se Sarek stimi tanto Kirk, non riesca a provare un po' di stima anche per me, ma già io non sono Kirk e nemmeno Spock. Chissà come sono io, chissà a chi mi paragona Sarek nella sua testa…


Anni fa, ero ancora un'adolescente, ci fu qualcuno che mi paragonò ad un “teppista da strada”, per Sarek sono rimasta quello? Continuo a pensare a quel viaggio nel futuro, a cui nessuno pare dare credito di fattibilità, ma allora quali altre possibilità ho?


Un nome mi tornò in mente in quel momento: Sybok.


 

Di Sybok ho vaghi ricordi, ero appena arrivata su Vulcano e lui aveva già adulto. Mente brillante, sangue nobile scorre o scorreva nelle sue vene, non so nemmeno se sia vivo o morto, so però, che fu espulso da Vulcano, con l’intimazione di non fare mai più ritorno, perché aveva provato ad insegnare ad altri a vivere come V'tosh ka'tur, ovvero, come Vulcaniani senza logica e ciò non è mai stato tollerato.


La chiave dei miei problemi con Sarek forse aveva a che fare proprio con questo, ma io non sono una vulcaniana puro sangue, come può Sarek equipararmi ad un vulcaniano che rifiuta la logica?


A meno che per Sarek, la mia metà umana non sia semplicemente un errore… ma allora considera un errore anche la metà umana di Spock?

Ma se così fosse, perché sposarsi con un umana e stimare Kirk?

No, il motivo per cui Sarek ha preso la sua decisione nei miei confronti, la conosce solo lui, arrivarci con il ragionamento logico non aiuta a giungere ad una conclusione, oppure sono io in difetto di logica, che non riesco a coglierla. Dannazione, se solo si spiegasse!


Poi, uno scossone violento scosse la nave e mi distolse dai miei pensieri, ma non essendo sufficientemente concentrata, per prevenire un contraccolpo della nave così violento, venni buttata a terra, senza che nemmeno mi rendessi veramente conto di cosa stesse succedendo intorno a me, anche perché tutto si fece buio.


Sentii l’odore di fumo e di circuiti bruciati e poi un dolore acuto e pulsante all’altezza della tempia, accompagnato da una forte sensazione di nausea che mi levò il respiro, chiusi gli occhi e decisi di non muovermi da quella posizione.


McCoy, in infermeria ad attacco terminato mi disse che ero rimasta priva di sensi per circa due ore a causa di una brutta botta alla tempia sinistra, ma che comunque, tutto sommato, mi disse che stavo bene. Come d’altronde l’Enterprise, che ha rimediato qualche ferita, ma che nel complesso se la caverà senza molti problemi.


«Quindi Bones visto che sto tutto sommato bene, mi posso alzare e andare nel mio alloggio o se ho il permesso del Capitano, riprendere servizio?»

«Eh, no carina! Tu adesso te ne stai qui sotto osservazione, senza fare storie, per quanto riguarda riprendere servizio, il Capitano non mi ha detto nulla, quindi non so che dirti.»


Chiusi gli occhi, la testa mi faceva male, McCoy capì e mi iniettò con l’hypospray un’altra medicina tramite, la quale non solo calmò il dolore, ma anche mi fece addormentare.


Quando mi svegliai erano le cinque del pomeriggio e fu un piacere notare che a dirmelo fu Spock, che se ne stava seduto accanto al mio letto. Gli sorrisi, mi chiese come stessi, gli dissi che stavo abbastanza bene, ma che mi sentivo debole.

«Sei pallida infatti.»


Gli presi una mano, com’era calda, a differenza della mia che era quasi gelida.

«Spock dimmi, quando posso riprendere servizio?»

«Quando il dottore dirà che potrai lasciare l’infermeria, allora potrai riprendere servizio, ma non prima. Sarebbe meglio che tu andassi in trance curativa.»

«Spock, ho freddo» gli sussurrai.


Lui allora, posò una sua mano sulla mia fronte e l’altra sullo stomaco, sentii un flusso di energia che mi scaldò da dentro e lasciai che il mio corpo si rilassasse completamente, un sussurro appena udibile uscì dalle mie labbra.


«Spock, ti voglio bene.»



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