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CAPITOLO 34

DATA, 07/02/2265



Tratto dai diari personali di McCoy e Spock


«T’Ile, T’Ile mi senti? T’Ile?! No, nulla non mi sente. Mormora in continuazione quei suoni incomprensibili. Ma perché hai fatto una fusione mentale con quell'essere?!»

«Dottore, sapeva ciò che faceva. Ha fatto l’unica scelta logica.»

«E quale sarebbe quella scelta logica? Quella di fare una fusione mentale con un mostro alieno che l’ha ridotta a un vegetale?!»

«Dottore, la sua emotività è del tutto fuori luogo. T’Ile con quella sua fusione mentale, ha salvato la vita all'infermeria Chapel e al tenente Laurence. La vita dei molti vale molto di più, di quella dei pochi.»

«La vita di sua sorella per voi, vale forse meno di quella di Chapel o di Laurence?»

«Non ho affatto detto questo.»

«Allora sarò diventato sordo, tutto d’un colpo!»


Le ore passano e T’Ile non migliora, le sue condizioni, invece paiono aggravarsi sempre di più. Ormai, temo che la sua personalità venga completamente assorbita da quella dell’alieno. È come se la fusione mentale non si sia mai interrotta. Spock mi ha chiesto il permesso di tentare una fusione mentale per cercare di recuperare la personalità di T’Ile e riportarla a livello cosciente, ma il rischio di fallimento e che anche Spock rimanga prigioniero del condizionamento mentale è troppo alto. D’altronde se non facciamo nulla, nelle prossime ore, T’Ile potrebbe anche morire.


«Dottore, se io provassi ad effettuare una fusione mentale con T’Ile, io potrei riportarla cosciente. Io ho una mente più schermata, rispetto a quella che ha lei e non dovrei rimanere influenzato dalla presenza aliena. L’alieno è evidente che non fosse una creatura senziente, ma siamo d’accordo che in quel momento non vi fossero alternative. Ora, il problema sta nel valutare il grado di rischio che io rimanga coinvolto o meno nell’effettuare una fusione mentale con T’Ile, date le sue condizioni.»

«A quanto ammonta la percentuale di grado di rischio?»

«Dato il quadro clinico dottore, direi un cinquanta percento che io rimanga coinvolto e un altro cinquanta percento che io rimanga immune.»

«No, è un rischio troppo alto!»

«Se questa è la sua decisione dottore, T’Ile non sopravviverà ancora per molto tempo. Ogni ora, minuto che passa, cede un pezzettino alla volta, la propria personalità. Solamente agendo sulla sua psiche potrà essere salvata, inoltre, più aspetteremo ad agire e più la sua condizione sarà irreversibile. Ci pensi dottore. Se cambiasse idea mi troverà nel mio alloggio.»


«Jim sono Bones...»

«Cosa c’è? Sa che ore sono?»

«Sì, lo so, scusami, ma sono preoccupato per T’Ile e per Spock. Non ci sarebbe un’altra soluzione tra il lasciare T’Ile nel suo stato ed evitare a Spock di fondersi mentalmente?»

«Bones, sì, sì potrebbe andare su Vulcano. Ma anche a curvatura sette, ci arriveremo fra quattro giorni. Bones, quante ore rimangono a T’Ile prima che la sua condizione diventi irreversibile?»

«Dodici, forse quattordici ore al massimo...»

«Allora, non abbiamo altra scelta che lasciare a Spock la possibilità di tentare. Sai dove sia ora?»

«Mi ha detto che lo avrei trovato nel suo alloggio.»

«Bene, allora chiamalo e digli di fare il suo tentativo. Io arrivo in infermeria.»


Feci come mi aveva detto Jim e chiamai Spock, il quale, con una voce che mi fece intuire che era in stato meditativo, mi rispose che sarebbe arrivato subito in infermeria. Poco dopo ci ritrovammo tutti e tre nella stanza, con Spock che indossava una tunica nera con parole in vulcaniano antico, ricamate con filo argentato sul davanti. Né io, né Jim osavamo quasi respirare, poi, dopo un momento di raccoglimento, vedemmo Spock porre le mani sul viso di T’Ile e lo udimmo pronunciare con cadenza lenta ma regolare «Io sono T’Ile».


Vedemmo il viso di Spock contrarsi e la mascella irrigidirsi per lo sforzo. Lo vedemmo impallidire e chinarsi quasi a sfiorare il volto di T’Ile nel tentativo di riportarla cosciente.


Preoccupato, per lo sforzo che stava compiendo feci per avvicinarmi con l’obiettivo di porre fine a quel contatto mentale, ma con presa energica Jim mi fermò e mi fece capire che non dovevo in alcun modo intervenire e che il suo era un’ordine. Preoccupato e contrariato mi ricomposi e tornai a guardare la scena.


Poi, mentre Spock per l’ennesima volta ripeteva la frase «Io sono T'Ile» il sangue mi si ghiacciò nelle vene quando con voce atona udii T’Ile ripetere per due volte «Io sono T’Ile. Io sono... no casa - no cibo io andare via, qui no vita. Io sono T’Ile. Io sono... no casa - no cibo io andare via, qui no vita.» Poi, più nulla. Più nessun suono, più nessun mormorio. Il silenzio mi avrebbe inchiodato sul posto e se non avessi visto la tunica di Spock afflosciarsi come privata del corpo, tra il letto e il pavimento.


Io e Jim lo prendemmo e con non poca fatica, lo adagiammo sul lettino a fianco a quello di T’Ile e con una preoccupazione che mi attanagliava stomaco e respiro io e Jim ci trovammo a guardare i due vulcaniani. Quei due avevano la capacità di far invecchiare un uomo di vent’anni in un solo momento ed esausto, mi lasciai cadere sulla sedia. Vidi Jim avvicinarsi a Spock e iniziarlo a chiamarlo, scuotendolo per le spalle, ma il vulcaniano rimaneva muto con gli occhi chiusi. Diedi allora un’occhiata ai suoi parametri vitali e notai che sebbene deboli, non erano quelli di un vulcaniano morente.


«Jim, andate a letto, siete stanco anche voi e avete bisogno di riposo.»

«E Spock?»

«Spock si riprenderà, i suoi parametri vitali sono un più deboli del solito, ma non sono critici. Probabilmente è entrato nella trance curativa tipica della sua specie. Lasciamolo riposare e domani mattina starà meglio lui, di noi due messi assieme.»


«Lo spero, mi preoccupa il suo stato mentale.»

«Con lo scanner è stata la prima cosa che gli ho analizzato e le sue onde cerebrali, paiono regolari sebbene più lente, proprio come ho avuto modo di osservare in altre occasioni, quando sia lui che T’Ile sono entrati in trance curativa. Non credo quindi Jim, che per lui sia il caso di preoccuparsi, più che altro mi preoccupa T’Ile. I dati mostrano un ulteriore calo delle funzioni cerebrali, ci sono aree del cervello che già appaiono regredite. Se il tentativo di Spock fosse fallito, non ci resta altro tentativo che fare il più velocemente possibile rotta per Vulcano.»

«Posso chiedere a Scotty di spremere i motori fino a velocità otto, ma comunque, anche a quella velocità, ci vorranno tre giorni, al massimo che si possa sperare due giorni e mezzo, ma dubito che ce la faremo, per i motori sarà uno sforzo al limite della loro tenuta e Scotty mi farà sicuramente rallentare. D’altronde se esplodessimo, oltre alla vita di T’Ile perderemo anche la nostra e andrebbero perdute quelle di altre quattrocento persone. No, Bones non posso lo posso permettere.»


«Il bene di molti prevale sulla vita di pochi o di una sola, vero Jim?»

«Chi ti ha detto queste parole?»

«Spock, oggi pomeriggio.»

«Beh, Bones non trovi che abbia ragione?»

«Sì ma...»


«T’Ile sapeva a cosa andava incontro. Bones, quanti amici abbiamo perso nell'adempimento del loro dovere? Siamo Ufficiali della Flotta Stellare, sappiamo i rischi che andiamo incontro facendo questo lavoro. T’Ile ha svolto quel dovere e ha salvato due vite. Se non dovessimo arrivare in tempo su Vulcano, poiché non rischierò l’autodistruzione dell'Enterprise, a T’Ile saranno riservati gli onori che le spettano sia per grado che per diritto.»


«Ti mancava un “logico” e avresti parlato proprio come Spock. Prima o poi, le orecchie diverranno a punta, anche te!»

«Suvvia Bones...»


«Suvvia un corno! Se tu non vuoi rischiare l’Enterprise mi sta bene, ma io non rischierò la vita di una mia paziente. T’Ile verrà messa in stasi criogenica e tu spronerai i cavalli di questa nave, finché i limiti di sicurezza te lo permetteranno, affinché si arrivi in tempo. Non so cosa insegnino alla sezione Comando, ma a quella di Medicina, ai cadetti futuri medici, viene insegnato che pur di salvare la vita di un paziente, si tenta tutto l’umanamente possibile.»


«Va bene Bones, faremo questo tentativo, ma quando Scotty mi dirà di rallentare, io rallenterò.»

«Dì alla tenente Uhura di inviare una messaggio con massima priorità di emergenza medica a Vulcano, affinché una loro navetta, con qualcuno di specializzato nel nostro problema, ci venga incontro, se riusciremo a incontrarci a metà strada, forse avremo qualche chance in più di salvare la vita a T’Ile.»


«Agli ordini Bones!»

«Grazie Jim.»


 

Uhura ha spedito il messaggio come richiesto e ora siamo in attesa di una risposta. T’Ile è in stasi e le sue condizioni sono stabili, seppur critiche. Spock, come da me predetto (neanche fossi uno stregone!) si è svegliato questa mattina e con dei vigorosi ceffoni, si è ripreso del tutto ed è tornato in servizio. Non che fossi d’accordo, ma avendo solo dalla mia parte delle opinioni basate sul mio sentire e non su prove scientifiche, ho dovuto cedere alla sua dannata logica e acconsentire che tornasse al lavoro.


Il messaggio di risposta alla nostra richiesta, ci è finalmente giunto da Vulcano. Una navetta con una persona molto dotata telepaticamente, proverà già da ora a mettersi in contatto con T’Ile. Non sappiamo chi sia, il messaggio non lo dice, però Spock pare conoscerla molto bene. Spero non sia T’Pau, perché la prima e ultima volta che ci siamo incontrati, non è che abbia fatto poi una gran figura o almeno, dal punto di vista vulcaniano, della faccenda.


Ho tolto T’Ile dalla condizione di stasi, ma a parte i sintomi come di un sonno Rem molto agitato e le rilevazioni di un’attività cerebrale intensa, non denota altri cambiamenti sostanziali, nelle condizioni generali di salute. Non so dire se tale intensa attività sia dovuta alla fusione mentale con Spock o con il contatto che la mente proveniente da Vulcano la sta influenzando, comunque l’attività cerebrale è presente, è tutto il resto dei valori vitali che è al limite della soglia critica.


 

Da Vulcano con una navetta, T’Pau è in viaggio verso l’Enterprise, al dottor McCoy non ho rivelato tale particolare, poiché data la sua emotività, avrebbe iniziato a preoccuparsi, più per ciò che è stato e, perciò che può pensare o non pensare T’Pau, piuttosto che alla salute della sua assistita. T’Pau ha chiesto che il mio rinforzo mentale, per raggiungere T’Ile, almeno finché sarà ancora a più di dodici ore dall'Enterprise.

Avrò il compito di fare da tramite, pertanto ho chiesto a McCoy di togliere T’Ile dalla stasi e di lasciarla tranquilla sul lettino. Ora, T’Ile è come se stesse avendo un’alta attività di sonno Rem, sebbene i parametri vitali siano ancora molto bassi e rimarranno tali, finché non riprenderà coscienza.


 

Accidenti a Spock! Quel dannato Vulcaniano dalle orecchie a punta non mi ha neanche avvisato che sarebbe giunta proprio T’Pau! Quando si è materializzata sulla piattaforma del teletrasporto ho fatto la figura dello stoccafisso e peggio ancora è stato il momento di fare quel complicato saluto vulcaniano. T’Pau ha voluto essere subito accompagnata in infermeria e ora lei assieme a Spock sono chiusi in infermeria e nessuno può entrare. Quei due, hanno avuto il coraggio di allontanare pure me! Ora, sono nel mio alloggio che attendo che qualcuno si degni di venirmi a dire, quando posso tornare a essere padrone della mia infermeria!


 

T’Pau è arrivata sull’Enterprise, totalmente concentrata sul percepire la mente di T’Ile che ha salutato per mera cortesia i presenti in sala teletrasporto e ha chiesto di essere subito condotta in infermeria, dove ho dovuto chiedere che anche McCoy fosse estromesso, affinché con la sua emotività non disturbasse la concentrazione di T’Pau. Ho spiegato a T’Pau del mio tentativo fallito di contattare la personalità di T'Ile e di riportarla a livello conscio e come tale sforzo, abbia portato la mia mente a entrare in trance curativa, come risposta di autoconservazione allo sforzo effettuato.


T’Pau è rimasta in silenzioso ascolto del mio resoconto, non ha trovato deplorevole il mio tentativo, tuttavia, ha trovato sagge le contestazioni di McCoy, il rischio che io potessi rimanere imprigionato dai pensieri dell'entità aliena era effettivamente notevole, ma le mie difese mentali hanno resistito.

T’Pau e io ripetemmo la procedura del contatto mentale, ripetendo mentalmente all’unisono «Io sono T'Ile» abbiamo percorso i meandri della mente di mia sorella, ho percepito sorpresa in T’Pau, quando si è resa conto conto come la mente di T’Ile si presentasse, ora del contatto fisico, completamente vuota. Un ambiente asettico di un colore bianco, quasi grigio.


Nessuna immagine, nessun pensiero. Solitamente quando si fa un contatto mentale e si insegue un pensiero, la mente è un turbinio d’immagini, ricordi recenti e ricordi d’infanzia, pensieri, idee, si a cavallano e si sovrastano e se il ricordo o pensiero è ben celato, si deve faticare per portarlo alla luce, ma ora, non c’era nulla il vuoto infinito della mente. Nel contatto mentale che univa me e T’Pau, potei percepire il suo dubbio che fosse ormai troppo tardi.


Fu, allora che stimolai in T’Ile l’immagine di Lycia e di suo padre. Erano due immagini che avevo percepito come importanti per lei nella mia precedente fusione mentale, quando ancora questo “vuoto” non era presente e mentre T’Pau continuava a ripetere come un mantra «Io sono T'Ile.» Io iniziai a stimolare la mente di T'Ile con delle immagini che potessero esserle di aiuto per lottare contro quell'apatia e a ritrovare la sua personalità.


T’Pau infine, trovò un barlume di quella che poteva essere la personalità di T'Ile, ormai regredita nella profondità della sua mente e facendomi capire che avrei dovuto insistere con più vigore a inviare immagini che fossero di fiducia e di motivazione per T'Ile a ritrovare se stessa, T’Pau agganciò quella scintilla di personalità e inviò il messaggio: «Io sono T'Ile».

«Chi sei?» Ebbi come un sospiro di sollievo, ce l’avevamo fatta. Inviai a quella flebile fiammella l’immagine di Lycia e di suo padre.

«Lycia, come sta?»

«Sta bene e anche suo padre. Lycia è molto preoccupata per te, perché sa che stai male.»

«Sto male?»

«Non lo sai?»

«No, non lo so. Nella mia mente non sento altro che da giorni un’unica frase «No casa - no cibo io andare via, qui no vita. Poi, non so quando sento anche un’altra frase “Io sono T'Ile” ma chi è T’Ile? Sono io? Io mi chiamo T’Ile? Io non ricordo più nulla… anzi no, ricordo questo nome Lycia e sento che sono stata preoccupata per lei, ma per che cosa, perché, io non lo ricordo… Io chi sono?»

«Tu sei T’Ile.»

«Io sono T'Ile e tu chi sei?»

«Io sono T’Pau.»

«Io sono Spock.»

«T’Pau e Spock, ma perché non fate altro che ripetere "No casa - no cibo io andare via, qui no vita"?»

«Non siamo noi a dire quelle parole, ma sono le parole che dissi tu ad una mente animale aliena.»


E inviai a T’Ile l’immagine dell'entità aliena con cui si era unita con una fusione mentale e le immagini come un fiume in piena si riversarono nella mente di T'Ile. Tanto che io e T’Pau dovemmo ritirarci anche con una certa celerità, per non essere travolti e avviluppati da ricordi e sensazione di una T’Ile che tornava alla vita anche con un po' troppa foga. Quando finalmente avemmo lasciato le profondità della mente e giungemmo ai livelli più superficiali, potemmo prendenderci alcuni istanti di pausa, prima di terminare la fusione mentale, in modo di darci il tempo per ristabilire le barriere mentali senza che nessuno di noi, subisse dei traumi, causati da un distacco improvviso.


Provai felicità e non mi vergogno ad ammetterlo, quando rividi il volto di T'Ile sorridere. T’Pau non dette cenno, in quel momento, di avvedersene per le emozioni espresse con tanta disinvoltura da T’Ile, tuttavia al momento di tornare sulla sua navetta, T’Pau mi chiese: «State ancora usando il Codice di Comando Vulcaniano con vostra sorella?»

«Sì, T’Pau.»

«Del tutto illogico. Sospendetelo e accettate T’Ile per ciò che è.»

«T’Pau posso chiedervi di spiegare questa vostra affermazione?»

«T’Ile è per metà umana, non fate l’errore di considerare esclusivamente la sua parte vulcaniana. È a causa di quest’ultima inoltre, se ha rischiato di perdere la vita. La logica Spock, è il mezzo, non il fine. Vostra sorella lo ha capito prima di voi. È illogico esibire dei simboli se non si conoscono i profondi significati che essi portano. Pace e Lunga Vita, Spock.»

«Lunga Vita e Prosperità, T’Pau.»


Quando T’Pau ebbe lasciato la sala del teletrasporto, diedi l’ordine che ognuno tornasse alle abitudinarie mansioni e chiesi che Lycia, suo padre venissero in infermeria. Prima, che ci fossero emanazioni emozionali fin troppo plateali, diedi la notizia ufficiale che il Codice di Comando Vulcaniano, da quel momento sarebbe stato sospeso. Ciò che seguì a quella dichiarazione, fu un'illogica esplosione di emozioni.


In silenzio, lasciai l'infermeria e tornai nel mio alloggio.




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