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CAPITOLO 36

DATA, 15/04/2265



Sono trascorsi sette giorni dall'aver ripreso servizio e ritrovarmi qui, in plancia alla postazione mi dà un senso di sicurezza e soddisfazione.

Sono di servizio durante il turno notturno, la plancia è tranquilla, gli ufficiali in servizio sono di numero ridotto e stiamo viaggiando sub-luce.

Ho appena terminato la classificazione di alcuni planetoidi e asteroidi di questo quadrante.

In questo turno sono l’ufficiale più alto in grado e potrei anche sedermi sulla “grande” poltrona, ma sinceramente non ne ho voglia e preferisco osservare il lavoro dei presenti, dalla postazione scientifica.


A intervalli regolari controllo i sensori e monitoro lo spazio esterno, dal visore. Anche se è tutto tranquillo, comunque domani avrò un rapporto da presentare ai superiori.


Sono le ore zero zero punto cinque, i ragazzi li vedo poco reattivi. Penso che una pausa o un diversivo farebbe bene al loro umore.


«Bene ragazzi! Allora, tutto tranquillo là fuori? Nulla che vivacizzi questa monotona crociera?»

«Nulla, signore. Tutto tranquillo.»

«Molto bene guardiamarina Bardy. Computer fai partire un po' di musica, ma che non sia troppo ritmata, in quanto l’equipaggio deve mantenere la concentrazione. Tenente Kessie faccia portare dalla sala mensa delle tartine e dei sandwich, accompagnati da bevande analcoliche.»

«Vuole organizzare un party, signore?»

«No, voglio solo tenervi più reattivi. Vi percepisco tesi e stanchi e ciò non vi rende efficienti. Siete tutti molto giovani e voglio percepire da voi un’energia diversa, più spumeggiante e vitale.»

«Ma, il regolamento proibisce il consumo di cibo quando si è in servizio e specialmente in plancia. Se arrivasse il comandante Spock o il Capitano che facciamo?»

«State tranquilli, mi prenderò ogni responsabilità. Se dovessero arrivare tenente Kessie, tenga le comunicazioni dalla plancia al mio alloggio aperte, vorrò poter udire ogni cosa, anche se assente.»

«Sì, signore.»


Le vivande arrivarono accompagnate anche da del caffè caldo che fu molto gradito dai ragazzi.

La musica e il cibo stavano facendo gli effetti sperati, il clima in plancia si rilassò e aumentò l’efficienza. Tutti si sentivano più carichi e pronti all’azione.

Soddisfatta, mi adagiai sulla sedia e appoggiando i piedi sulla balaustra rossa e le tartine sulla consolle, mi rilassai.


Trascorse circa un’ora nella quale avevo svolto i monitoraggi di routine senza rilevare alcuna novità. Il suono morbido di un sax tenore, su una melodia jazz rendeva la plancia un salottino e l’atmosfera era così piacevole che starmene a occhi socchiusi con i piedi sulla consolle, era divenuta una posizione da vero pascià.


«Che cosa sta succedendo qui?»


Il suono secco di quella voce, per poco non mi fece cadere dalla sedia.


«Computer, spegnere musica! Signori, c’è forse una spiegazione logica al vostro comportamento?»

«Sì, c’è. Ho dato io ordine che vi fosse della musica e che fosse portato del cibo. I ragazzi erano troppo tesi e la tensione li rendeva stanchi e poco reattivi, così ho pensato...»

«Ho capito. Potete andare nel vostro alloggio, prenderò io il comando e portate via tutta questa roba.» e detto ciò si sedette sulla poltrona del Capitano.

«Mi dispiace Spock, ma io non me ne vado. Ho io il ruolo di facente funzione di capitano in questo turno, non voi.»

«Avete violato il regolamento portando qui del cibo e avete fatto un uso improprio della plancia.»

«Tenere alto il morale e l’efficienza dell’equipaggio val bene una minima infrazione del regolamento.»

«Il tenere alto il morale e l'efficienza dell'equipaggio, comprendeva anche tenere i piedi sopra la consolle, della mia postazione scientifica?»

«No, era solo una posizione comoda per me.»

«Capisco. Ora, potete andare nel vostro alloggio.»

«No, ho detto che rimarrò qui, poiché questo è il mio turno.»

«Vi rifiutate di eseguire un ordine diretto di un vostro superiore?»

«E io devo chiamare McCoy perché voi riposiate e lasciate me lavorare?»

«Non siete ancora pronta per il comando.»

«Che significa? È stato il Capitano a darmi l’incarico!»

«E voi lo avete svolto facendo della plancia un buffet!»

«Mi dispiace Spock, ma dovrete farmi portar via con la forza, perché io da qui non me ne vado.»

«Come volete voi.» premette un pulsante sul bracciolo della poltrona «Sicurezza, due guardie in plancia, immediatamente.»


Ci guardammo negli occhi: impassibili i suoi, furenti i miei. La sicurezza arrivò poco dopo e a un suo cenno, si misero alle mie spalle.


«Spock, domani mattina ne riparleremo. Questa cosa non finisce qui.»

«Come volete. Andate.»


Sì, io andai nel mio alloggio, ma rimasi in ascolto tutta la notte delle conversazioni che avvennero in plancia e fu interessante al momento del cambio turno udire le parole del Capitano.


 

«Spock siete già in servizio?!»

«Sì, Capitano alle ore una e trenta ho sostituito personalmente la tenente comandante T'Ile, sollevandola dal suo incarico.»

«Come mai?»

«Più che le mie parole Capitano, credo che la visione di questa registrazione, vi renderà la mia decisione più chiara.»


Dal mio alloggio potei udire la riproduzione del filmato.


«È ancora nel suo alloggio?»

«Sì, Capitano. Affermativo.»

«Tenente Uhura la chiami e le dica che fra due minuti la voglio nel mio alloggio.»


Uhura non disse che ero già in ascolto e con noncuranza mi ripeté il messaggio, diedi un attimo di attesa e poi risposi affermativamente. Due minuti dopo ero nell'alloggio del Capitano, in piedi davanti alla scrivania.


«Quindi nel turno notturno, invece di lavorare si ascolta musica, si mangia e si beve!»

«No, Capitano. Nessuno ha mai smesso di fare il proprio dovere. La musica e il cibo sono serviti come diversivi, per rilassare la tensione dell’equipaggio presente in plancia e renderli di conseguenza più reattivi. Non c’era bisogno che il comandante Spock mi sollevasse dall’incarico ero in perfetto controllo della situazione.»

«Davvero? In questa postura, come se foste in spiaggia e non sulla mia plancia?»

«Chiedo scusa, ma comunque non era un motivo sufficiente per sollevarmi dall’incarico.»

«Questo lasciatelo decidere a me!»

«Spock ditemi, come avete trovato l’efficienza dell’equipaggio quando avete preso il comando.»

«Soddisfacente. Anche se velatamente ostili verso la mia persona.»

«Per forza, avete di quelle maniere nel trattare i sottoposti!»

«T’Ile, non credo che voi siate nella condizione di criticare la decisione di vostro fratello. Egli vi è superiore in grado e voi stavate creativamente interpretando il regolamento.»


Seguirono dei secondi di silenzio, durante i quali il Capitano ci osservò con attenzione, poi presa una decisione, disse: «Spock, visto che avete lavorato stanotte, questa mattina vi riposerete e voi T’Ile prenderete servizio con me in plancia. Farete le veci di Spock, ma solo come ufficiale scientifico.»


Il turno diurno è sempre stato fonte di maggiori soddisfazioni, dal punto di vista non solo professionale e lavorativo, ma anche emotivo. Molti più stimoli, più movimento, più adrenalina. Per tutta la giornata fino alla pausa pranzo, sentii l’attenzione del Capitano rivolta su di me, era abituato a lavorare con Spock e alla sua efficienza e precisione. Non sempre riuscii a stare nei tempi di risposta o precisione matematica di mio fratello, ma feci del mio meglio e quelle volte che ci riuscii fu per me fonte di soddisfazione.


In pausa pranzo andai assieme al Capitano e ci trovammo allo stesso tavolo con McCoy e Spock.


«Allora com’è andata oggi?»

«Fino ad ora Bones, direi bene. Mi è mancato un po' il mio primo ufficiale, ma fin’ora chi lo ha sostituito non lo ha rimpiangere.»

«Ma Capitano, T’Ile non vi doveva essere solamente ufficiale scientifico?»

«In realtà Spock, l’ho voluta provare anche come primo ufficiale e non è andata male.»

«Jim, come mai avete voluto fare questo scambio?»

«Bones, non sapete ancora nulla?!»


E così anche Bones venne messo al corrente di quanto fosse avvenuto la notte precedente.



 

«Sempre a far cameratismo con l’equipaggio tu, eh?»

«Cameratismo, che parolona! No, volevo solo renderli più rilassati. Erano tesi e nervosi e per rilassarli ho voluto creare un diversivo.»

«Un diversivo molto creativo.»

«Uhm… sì Bones, ma spero che a nessun guardiamarina, venga in mente di chiedermi, di mettere un po' di musica, la prossima volta che dovrò fare il turno notturno.»

«Capitano, posso farle una domanda?»

«Certo, dimmi pure.»

«Per quanto avvenuto questa notte ci saranno conseguenze disciplinari nei miei confronti?»

«Ovviamente sì, innanzitutto, nel turno di domani notte, non avrai più il ruolo di facente funzione di capitano, ma al massimo di primo ufficiale.»

«Capisco e chi sarà al mio posto?»

«Pensavo a Scotty. Spock, che turno svolge questa settimana il signor Scott?»

«Lo stesso di T’Ile. Lo si può spostare dalla sala macchine alla plancia. Scott ha già esperienza di comando, vi ha sostituito durante le missioni di...»

«Sì, Spock… grazie, ma non occorre. Molto bene, a Scotty forse non piacerà, ma non vi sono alternative.»


Scott ovviamente, non la prese bene, anzi, cercò di dissuadere il Capitano da quella decisione, ma il Capitano fu irremovibile, poi in un momento in cui rimanemmo da soli Scott mi disse: «Tutto questo per colpa tua! Invece di badare ai miei tesori, io dovrò badare a te, per le prossime cinque notti!»

«Ehi Scotty, guarda che non sarebbe successo nulla, di tutto ciò, se Spock non avesse fatto valere il suo grado su di me.»

«Eh, altro che grado… Va’, che ho da fare.»


Tornai in plancia per riprendere servizio, ma ebbi una sorpresa.


«Spock hai ripreso servizio?»

«Affermativo, dal momento che sono qui.»

«Ma, io ora che faccio?»

«Potete andare nei vostri alloggi a riposarvi.»

«Capitano?»

«Fate come vi ha detto Spock, avete il pomeriggio libero.»


Perplessa, non mi restò che lasciare la plancia e pensare a cosa fare nel pomeriggio. Vagai un po' per il ponte botanico e andai poi in sala ricreativa, infine decisi di andare sul ponte panoramico e rimasi là a osservare l’infinito cosmo. Improvvisamente mi sentii invadere da una profonda malinconia, mi rannicchiai in un angolo buio e il silenzio, il blu notte dello spazio mi avvolsero come una coperta e mi abbandonai a loro.




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