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CAPITOLO 45

DATA, 06/06/2267


Ore 11:16 del mattino.

Sono nel mio alloggio. Sola. Anzi no, non sono sola. Dentro di me tutmultuose emozioni mi assalgano e una domanda fra tutte mi dilania la mente e le viscere: CHI SONO IO?


Oh sì, conosco il mio nome, il mio cognome la mia storia. So tutto di me.

Alemeno so tutto quello che riguarda la mia vita sociale ed esteriore, ma dentro di me... chi sono io?


Mi sento vuota. Priva di identità. Avrei voglia di piangere ma le lacrime non escono dai miei occhi. Non trovo sfogo e non trovo pace. Dolore.


Dolore dalla forma cubica.

Dolore pieno e duro, come un muro.

Dolore sordo.

Dolore nero.

Dolore profondo, senza fondo.


La testa vorrei sbatterci contro, fino a star male, ma almeno potrei vedere delle ferite e curarle. Così invece, non vedo nulla e non trovo rimedio a ciò che sento.


Perchè questo silenzio?

Perchè questa solitudine?

Perchè fuori sono tutti sordi che non sentono le mie urla?

Perchè è vero, io urlo ma nessuno mi sente.

Perchè io ho paura ma nessuno vede il mio terrore.


Solitudine, profonda nera come il mare.

Ci annego dentro, ma nessuno sente nulla e

io sto male.

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